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	<title>2016 &#8211; Acfida 41 &#8211; Association Culturelle Franco-Italienne Dante Alighieri Loir-et-Cher</title>
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	<description>È chiaro quindi che la pace universale è la migliore tra le cose che concorrono alla nostra felicità.  Dante Alighieri. De monarchia, I, 4. (Il est clair que la paix universelle est la meilleure des choses qui contribue à notre félicité.)</description>
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		<title>Voyage 2016</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2016 21:18:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[3 jours à Venise : voir Venise et y revenir Bientôt ici, le récit de cette escapade à Venise]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>3 jours à Venise : voir Venise et y revenir</strong></p>
<p>Bientôt ici, le récit de cette escapade à Venise</p>
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		<title>Voyages 2016</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2016 21:21:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Voyages en Italie]]></category>
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					<description><![CDATA[A la découverte de la Sicile africaine &#8211; mai 2016 Favignana, di Michele Tortorici. Quella terra così terra, quel mare cosi mare &#160; Soste Siciliane Chi non ha visto il sito di Segesta soprattutto al tramonto non può risentire tutta la maestà di questo tempio come un vascello ormeggiato alla collina. È solo, unico e la vegetazione attorno compone uno scrigno alla sua bellezza, lontano <a class="more-link" href="http://www.acfida41.com/voyages-16/">Lire plus ...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A la découverte de la Sicile africaine &#8211; mai 2016</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.acfida41.com/wp-content/uploads/2016/10/Favignana-texte-de-M.-Tortorici.pdf">Favignana, di Michele Tortorici. Quella terra così terra, quel mare cosi mare</a><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Soste Siciliane</strong></p>
<p>Chi non ha visto il sito di Segesta soprattutto al tramonto non può risentire tutta la maestà di questo tempio come un vascello ormeggiato alla collina. È solo, unico e la vegetazione attorno compone uno scrigno alla sua bellezza, lontano dall&rsquo;agitazione della città di Trapani.<span id="more-868"></span></p>
<p>Prendere il funicolare per salire a Erice è già un viaggio in sé stesso, Alla cima, la città antica domina il paesaggio e lo sguardo abbraccia il mare, le colline, la campagna. Perdersi nelle viccole dove l&rsquo;erba cresce tra i pavimenti, scorgere giardini segreti. Per la golosità, fare una pausa alla pasticceria Maria Grammatico per gustare una lingua di suocera. Una porta aperta attira la mia curiosità. Nell&rsquo;una stanza uomini anziani giocano al biliardo. Saluto<br />
i giocatori e mi fanno entrare. Il gioco è composto di bilie d&rsquo;avorio e di cinque piccolissimi birilli.<br />
Non avevo mai visto questo tipo di biliardo. Un buon momento di sorpresa !<br />
« Lavori in corso » non è possibile vedere la barca punica al museo archeologico di Marsala.<br />
Rivogliamo i nostri passi verso il centro storico. Colori, sapori, odori, nelle città il mercato è sempre un luogo d&rsquo;autenticità come alla pescheria. Le donzelle, un piccolo pesce colorato come un arcobaleno e i gatti che aspettano un gesto di generosità, non una carezza ma qualcosa da mangiare !<br />
Più lontano una piazzetta, una fontana e la chiesa del Purgatorio con le colonne in spirale e le statue di Adamo e Eva brucciati nelle fiamme del inferno. Entro nella chiesa allo stile barocco e teatrale e approfitto di una visita privata che mi fa un custode fino alla sagrestia.<br />
Tutto è propizio a una tappa alle Isole Egadi : un bel tempo, un mare calmo, un acqua azzurra e turchese. Nel porto di Favignana i pescatori riparano le reti. Si curvano su loro lavoro la navetta o l&rsquo;ago nella mano e si aiutano con il piede per tendere la rete. Un pò più lontano vicino a un&rsquo;antico stabilimento si trova un cimitero di ancore, di annelli che arrugginiscono all&rsquo;aria aperta. Reliquie di<br />
una pesca dura, della battaglia con il tonno che faceva vivere gli abitanti di queste isole.<br />
Palermo non è una città chi si svela a ciascuno di fare lo sforzo di scoprirla. Tra ricchezza e poverta Palermo è molteplice. La luce d&rsquo;oro dei mosaici della Cappella Palatina colpisce dall&rsquo;ingresso.<br />
Seguendo un itinerario dalla cattedrale ai Quattro Canti e la piazza Pretoria, arriviamo alle due chiese della Martorana e San Cataldo, tutto un contrasto. All&rsquo;esuberanza della Martorana con la diversità e l&rsquo;abondanza di stili si oppose la sobrietà di San Cataldo. Per raggiungere il chiostro di San Giovanni degli Eremiti, passiamo attraverso il quartiere del mercato Ballarò dove il bucato<br />
asciuga ai balconi di palazzi rovinati, i bambini che giocano nella strada, tutto un mondo ammassato che vive sulla soglia della porta.<br />
Nei pressi di Palermo si trovano i gioielli di Monreale, la cattedrale e il chiostro. Come alla Cappella Palatina si ritrova in più ampio la magnificenza dei mosaici. Il capolavoro di questo complesso è senza dubbio il chiostro, la sua eleganza, il raffinamento delle colonne, dei capitelli.<br />
Iniziare un viaggio con un tempio e finirlo con Selinunte, l&rsquo;altro rivale, rovine romantiche che sovrastano il mare.<br />
P. B.</p>
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